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Dietro il semplice gesto con cui prendiamo un prodotto qualsiasi sul bancone del supermercato e lo mettiamo nel carrello c’è un mondo sconfinato. Fatto di interessi, leciti e illeciti, di chi lo produce o lo confeziona soltanto. Scegliere il made in Italy ha molti significati che vanno ben oltre le valutazioni sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti. Ecco 10 motivi per comperare italiano e per chiedere l’etichetta d’origine.
  • SICUREZZA. Il made in Italy è più sicuro: l’Italia ha il sistema di controlli più severo e più accurato al mondo in tutte le fasi della filiera produttiva, dal campo alla tavola. Le materie prime importate e a maggior ragione i prodotti stranieri non sono così garantiti.
  • LAVORO. Dalla produzione delle materie prime, alla trasformazione, alla logistica e alla vendita: un prodotto italiano dà lavoro nel nostro Paese lungo tutta la filiera produttiva.
  • RICCHEZZA. Le filiere tutte italiane fanno crescere il Pil (Prodotto interno lordo), a differenza della delocalizzazione produttiva che sposta la creazione di ricchezza condivisa fuori dal nostro Paese.
  • VALORE. Un cibo, ma anche un indumento o un paio di scarpe, italiani al 100% permettono di dare il giusto valore a tutte le componenti della catena produttiva, dall’origine alla vendita. Chi li importa o utilizza materie prime o semilavorati non italiani, li paga molto meno. E il consumatore ha diritto di saperlo.
  • MARGINI. Il vero made in Italy garantisce ai produttori i margini per rendere profittevole la loro attività.
  • BIODIVERSITA’. I cibi della nostra tradizione alimentare sono strettamente legati agli ingredienti coltivati localmente e garantiscono per questo la tutela della biodiversità.
  • COMPETITIVITA’. I veri prodotti italiani possono costare di più. La qualità, l’unicità e la sicurezza hanno un prezzo che i consumatori pagano volentieri. Così anche un alimento più caro conserva un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti taroccati.
  • CAMPAGNE. Il valore aggiunto che si crea nei primi anelli delle filiere può garantire un reddito sufficiente agli agricoltori ed evita che le campagne si spopolino. Come purtroppo sta accadendo in molte aree d’Italia.
  • DISTRETTI. Il legame tra prodotto finito e origine delle materie prime salva anche i distretti produttivi, come accade ad esempio con le Dop (Denominazione d’origine protetta). Una filiera trasparente crea i presupposti per mantenere nel nostro Paese tutte le lavorazioni, inclusi i trasporti, la logistica e il magazzinaggio.
  • TASSE. Un prodotto italiano al 100% genera anche introiti importanti per il Fisco e gli enti previdenziali. Se tutte le fasi della lavorazione avvengono in Italia si pagheranno qui pure le tasse sul lavoro e sugli utili d’impresa. Oltre a versare i contributi nelle nostre casse pensionistiche.
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