Coronavirus e ristorazione in crisi: ARRIVANO I DINING BOND

A causa dell’impatto che il coronavirus ha avuto sulla comunità della ristorazione un gruppo di professionisti americani specialisti del mondo della ristorazione ha avviato un’iniziativa globale per mettere liquidità nelle mani dei ristoratori IMMEDIATAMENTE.

A seguito delle restrizioni sulle aperture al pubblico dei locali italiani, più di 300,000 punti ristoro hanno dovuto chiudere, lasciando a casa quasi un milione e mezzo di addetti ai lavori..

Per questo motivo sono nati i DINING BOND, ovvero dei veri e propri Voucher che i clienti possono acquistare adesso da usufruire non appena la situazione sarà tornata alla normalità.

Questo stop repentino dell’attività porterà con sé notevoli problematiche economiche, il flusso di cassa sarà immediatamente sospeso mentre i costi fissi continueranno inesorabili facendo sì che pian piano la passione si trasformi in un incubo facendo vacillare anche le “fondamenta” più solide.

A sostegno di questo sono stati inventati i DINING BOND, dei veri e propri “buoni pasto” .

Come funzionano i DINING BOND?

Attraverso la sottoscrizione di “voucher”, titoli d’acquisto che, nella maggior parte dei casi eccedono il valore nominale del servizio proposto, invitando il consumatore a scommettere sul futuro del ristorante scelto ora, per godere dell’esperienza quando sarà possibile.

L’idea ha fatto il giro del mondo.

Così, mentre in America si allunga la lista delle insegne coinvolte, anche in Italia qualche ristoratore ha già deciso di prendere spunto. A cominciare da chi si è “attrezzato” in autonomia.

Le possibilità per aderire a questo servizio sono innumerevoli.

Prima su tutte è quella presente sul sito web statunitense: https://supportrestaurants.org/ che propone su una cartina mondiale tutti i ristoranti aderenti, rimandando al sito web o alla pagina facebook.

Le idee su questa falsa riga possono essere innumerevoli come quella di promuovere l’attività direttamente tramite i canali social e il proprio sito web.

Se il sito ha la possibilità di gestire pagamenti diretti non occorre fare altro che inserire le varie proposte con i relativi vantaggi per il cliente, mentre se il sito non è predisposto si dovrà usufruire di app dedicate come la semplice e intuitiva GIFT UP https://www.giftupapp.com/

Questo sistema crea notevoli vantaggi al sistema.

E’ per il pubblico un modo per dimostrare l’amore e il sostegno per un locale a cui è affezionato garandendone il futuro e lo sviluppo, permettendo anche a molte persone di non perdere il lavoro.

D’altro canto permette anche di avere degli importanti sconti da usufruire il prima possibile, e come tutti ci immaginiamo quando la voglia di uscire e fare festa sarà ancora maggiore!

Sono tanti gli chef che hanno aderito al progetto, anche stellati. Da Andrea Berton c’è “il due per uno”: si acquista oggi una cena per una persona, a scadenza si mangia in due a un costo di 150 euro (compreso aperitivo e menu degustazione). Alessandro Dal Degan de La Tana Gourmet di Asiago paga il bonus in merce, come una volta, regalando in una selezione di prodotti Gesmakh, il suo negozio di stuzzicherie in paese.

Cristina Bowerman di Glass Hostaria: “Ho deciso di offrire un buono che, a livello di esperienza, abbia un valore maggiore di ciò che il cliente paga effettivamente”. Cosa che replica anche Giuseppe Iannotti, chef patrone del Kresios di Telese Terme. Ma c’è anche il  San Domenico di Imola, I sette Consoli a Orvieto e la storica Roscioli a Roma, solo per citare i più famosi. Un movimento che ha preso appena piede ma a cui presto aderiranno molti ristoranti, anche semplicemente per avere l’opportunità di avere un’immediata iniezione di liquidità per pagare gli affitti e le bollette.

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